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Duemilavini
Bibenda Editore Srl
La storia degli Adanti vinicoltori inzia negli anni '70, quando Domenico acquista i terreni ad Arquata, vicino Bevagna. In quegli anni Alvaro Palini, suo grande amico, viveva a Parigi e si occupava della sua sartoria, ma decise di lasciar tutto e trasferirsi a Bevagna, dando così inizio a una collaborazione che dura ormai da decenni.
All' azienda va riconosciuto il merito di essere stata tra le prime a intuire le grandi potenzialità del Sagrantino vinificato in versione secca, in un periodo in cui era solo passito, lasciando che in cantina si usassero solo botti grandi o tonneau, e mantenendone intatte le caratteristiche di vitale spigolosità.
- Montefalco Sagrantino Passito 2004 - 5 grappoli
- Montefalco Sagrantino Passito 2003 - 5 grappoli
- Montefalco Sagrantino Passito 2002 - 4 grappoli
- Montefalco Sagrantino 2003 - 4 grappoli
- Montefalco Sagrantino 2002 - 4 grappoli
- Montefalco Sagrantino 2001 - 4 grappoli
- "Arquata" Rosso dell'Umbria 2003 - 4 grappoli
- "Arquata" Rosso dell'Umbria 2002 - 4 grappoli
- "Arquata" Rosso dell'Umbria 2001 - 4 grappoli
- Montefalco Rosso 2005 - 3 grappoli
Vini d'Italia
G.R.H. SPA
Adanti è una delle case vinicole più affascinanti di tutta l'area del Sagrantino, potendo vantare una storia che principia intorno agli anni '60 e una serie di personaggi carismatici che l'hanno accompagnata negli anni, contribuendo non poco a confezionarne il blasone. Uno fra tutti è il "mitico" cantiniere Alvaro Palini, sarto in quel di Parigi (e dunque avvezzo ad assaggiare diversi vini di pregio...) reinventatosi tuttofare nel mondo del vino proprio per l'amicizia che lo lega alla proprietà. Era il secolo scorso, dicevamo, ma Alvaro è sempre li, pronto a raccontare qualche aneddoto e dispensare consigli. Insieme al figlio Daniele, che a modo suo ne sta pian piano seguendo le orme. Qui si cerca di perpetuare una certa idea di vino e di Sagrantino, lontano da facili mode ma ancorato allo spirito più puro e territoriale del termine. Il che significa anche grande aderenza all'andamento climatico delle annate e, nello specifico, di un 2003 con i vizi e le vitrù di una vendemmia difficile. Gestita con sapienza e dal risultato comunque interessante, seppur lontano dai millesimi più fortunati, come il prossimo 2004. Molto buoni Passito '04, Rosso d'Arquata '03 e Montefalco Rosso '05.
- Montefalco Sagrantino 2003 - 2 bicchieri
- Montefalco Sagrantino 2002 - 2 bicchieri
- Montefalco Sagrantino 2001 - 2 bicchieri
- Montefalco Sagrantino Passito 2004 - 2 bicchieri
- Montefalco Sagrantino Passito 2003 - 2 bicchieri
- Montefalco Sagrantino Passito 2002 - 2 bicchieri
- Rosso d'Arquata 2003 - 2 bicchieri
- Rosso d'Arquata 2001 - 2 bicchieri
- Montefalco Rosso Arquata 2005 - 2 bicchieri
- Montefalco Rosso Arquata 2003 - 2 bicchieri
- Montefalco Sagrantino Arquata 2000 - 2 bicchieri
- Montefalco Sagrantino Passito 2001 - 2 bicchieri
- Montefalco Sagrantino Arquata 1998 - 2 bicchieri
- Montefalco Sagrantino Passito 1999 - 2 bicchieri
Banco d'Assaggio dei Vini d'Italia
Associazione Banco d'Assaggio di Torgiano
- "Arquata" Rosso dell'Umbria 2001 - Medaglia d'oro
Le guide de l'Espresso
Vini d'Italia
Gruppo Editore l'Espresso SPA
Da decenni Adanti è conosciuta e apprezzata per vini tesi e saporiti, incuranti di esibire ricchezza estrattiva. Va perciò controcorrente in una denominazione troppo spesso assillata da urgenze di spessore e concentrazione fine a se stessa. Ma la qualità del Sagrantino 2001 è molto elevata e ne ripaga gli sforzi con una vibrante prova di carattere.
- Montefalco Sagrantino 2001 - 4 bottiglie
- Montefalco Sagrantino Passito 2002 - 3 bottiglie
- Montefalco Rosso 2003 - 2 bottiglie
Guida dei Vini Italiani
Lm s.r.l. edizioni
- Rosso dell'Umbria Arquata 2002 - 80 indice di piacevolezza
- Rosso dell'Umbria Arquata 2001 - 82 indice di piacevolezza
- Sagrantino di Montefalco Arquata Passito 2003 - 83 indice di piacevolezza
- Sagrantino di Montefalco Arquata Passito 2002 - 82 indice di piacevolezza
- Sagrantino di Montefalco Arquata Passito 2001 - 88 indice di piacevolezza
- Sagrantino di Montefalco Arquata 2002 - 81 indice di piacevolezza
- Sagrantino di Montefalco Arquata 2001 - 80 indice di piacevolezza
- Montefalco Rosso Arquata 2004 - 81 indice di piacevolezza
- Grechetto dei Colli Martani Arquata 2005 - 81 indice di piacevolezza
- Montefalco Bianco Arquata 2005 - 80 indice di piacevolezza
Commento conclusivo:Rossi di crescente struttura da Adanti.
Come sempre possente il suo Sagrantino di Montefalco Arquata Passito, ricco e profondo anche nel non felice millesimo 2002.
Persistenza superiore anche del tannico Sagrantino di Montefalco Arquata 2001.
La morbidezza più avvolgente dal Rosso dell'Umbria Arquata 2001, mentosamente speziato.
Di rango superiore il Grechetto dei Colli Martani Arquata 2004: di gran potenza il suo morbido frutto, compiutamente, distillatamente maturo.
Vini Buoni d'Italia
Edizioni Gribaudo srl
Una bella fetta della storia del Sagrantino è passata per questa cantina, che oggi sta vivendo una seconda giovinezza. Le nuove leve, sia proprietarie sia tecniche, stanno lavorando con idee chiare e i risultati si vedono. Senza le imprecisioni aromatiche del passato, il Sagrantino Passito 2002 è permeato di belle note che vanno dal floreale al caramello. In bocca è di grande eleganza con un bell'equilibrio tra i tannini, l'acidità e il residuo zuccherino. Molto moderno ma indubbiamente centrato, con profumi che ricordano anche la scorza d'arancia, è il Grechetto 2004. Ancora in cantiere il Sagrantino 2001, molto marcato da legno sia in bocca sia al naso.
- Colli Martani Grechetto DOC 2004 - 3 stelle
- Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2002 - 3 stelle
- Montefalco Sagrantino DOCG 2001 - 2 stelle
Il Sagrantino di Montefalco
ali&no Editrice
... Poche decine di metri e sulla cima di un primo rialzo, lasciandosi sul fianco una bella edicola con la immagine della Virgo Lauretana, inizia la strada che porta a una delle cantine storiche del Sagrantino: la cantina Adanti.
Scriveva Burton Anderson nel libro 101 Grandi vini rossi d'Italia nei 2000: «Il Sagrantino entrò nell'età moderna sul finire degli anni Settanta, quando Domenico Adanti, oggi scomparso, assunse Alvaro Palini come capocantiniere della tenuta di famiglia di Arquata. L'abile Alvaro riuscì a far sbocciare la maestà di questa uva misteriosa, diminuendo il prodotto delle piante e modificando le tecniche, in modo da realizzare un equilibrio migliore tra frutto, tannini e acidi, un vino che dopo una lenta maturazione in botti di rovere, continuavano poi ad invecchiare elegantemente in bottiglia.
Il robusto ma maturo Sagrantino secco di Adanti divenne il prototipo di quel vino, esemplificato dall'annata 1985, che era ancora stupendamente ricca e morbida nel 1999».
Alvaro Palini è la storia e la leggenda del Sagrantino secco in questo territorio. Le fatiche, le incertezze, le emozioni nel contatto con una realtà sconosciuta. All'epoca di esperienza ce n'era poca, e non si riusciva a fare un buon vino. L'allevamento della vigna seguiva ancora l'arcaico sistema della coltivazione promiscua. Tra i filari c'erano le piante da frutta, i fichi; c'era il grano. Nelle vigne vecchie ogni ceppo era una varietà di uva diversa.
Il contadino faceva solo il Sagrantino passito, quello in sopravanzo lo utilizzava per il rosso. A giugno, già cominciava a spungere e tutti andavano ad attingere, ma non lo curava nessuno. Non si può dire che ci fosse un Sagrantino secco all'epoca, diciamo che a volte l'appassimento non veniva bene e rimaneva un Sagrantino un po' abboccato. Ancora nel 1982 Andersen nella Guida ai migliori vini italiani con Hugh Johnsonn in prefazione, affermava: «Dalla varietà di uva Sagrantino oggi questo vino robusto è spesso secco sebbene...